Quando la ‘Guerrilla’ si fa verde: Intervista ai Badili Badola

Arianna e Selena Mannella, così è se vi pare,andrea marchesini, aree verdi, badili badola, guerrilla gardening, intervista guerrilla, movimento verdi, piantare fiori, simona lombardo, torinoLe nostre città stanno divenendo culla della nostra smania di urbanizzazione, rincorsa al progresso che vede corsi d’acqua ridotti, argini contenuti, abitazioni costruite su terreni inadatti, abbattimento incontrollato di alberi. Questo atteggiamento si traduce in una metamorfosi dei nostri centri, di un maggior degrado delle aree urbane e a un’indifferenza crescente per la natura. In questo quadro nichilista, che sembra dipinto dalla penna visionaria di Philip K.Dick, incontriamo un gruppo di cittadini che non ci stanno e dicono di no al degrado, all’urbanizzazione massiva e all’incuria di piccole zone verdi abbandonate a se stesse. Il gruppo si chiama “Badili Badola” e si definiscono Guerrilla Gardening, movimento nato in America intorno agli anni ’70, che attraverso “attacchi” perlopiù notturni a suon di zappa e concimi, tenta di riportare un po’ di colore e di vita attraverso la messa a dimora di piante e fiori sul suolo pubblico. Incontriamo uno degli esponenti di questo gruppo di Torino, Simona Lombardo, che ci spiega meglio i loro ideali attraverso il proprio operato.

Perché nascono i “Guerrilla Gardening” torinesi?

“Nasciamo nel 2007, il socio fondatore è Andrea Marchesini. È un movimento partito negli anni ’70 poi diffusosi un po’ ovunque. C’è una community molto attiva a Londra che convoglia tutte le attività dei Guerrilla. È un movimento che nasce spontaneamente da privati cittadini che per voglia e passione, cercano di recuperare certe aree dal degrado urbano senza aspettare che vi sia una istituzione a farlo.”

Quali sono le vostre attività?

“Vogliamo recuperare certi valori andati persi nel contesto urbano, come dice il nostro fondatore: ‘per invogliare le persone a mettere le mani nella terra’. Siamo un gruppo aperto, organizziamo riunioni di gruppo, abbiamo una mailing list per tenere informato il cittadino e progettiamo l’attacco verde attraverso i social. Portiamo sul posto attrezzi, piante e invitiamo chi vuole partecipare a portarsi un paio di guanti da giardinaggio.”

Cosa rappresenta per voi la natura?

“Ognuno ha la propria visione… ci unisce però il desiderio di ritagliarci più spazi verdi in città senza aspettare le istituzioni, invogliamo il cittadino a rispettare le zone più trascurate.”

Quanto è importante “riabilitare” certe zone della propria città?

“Molto, recuperiamo zone abbandonate, l’ultimo attacco è stato tagliare l’erba in una rotonda. Il nostro attacco tipico arriva di notte e questo è il lato più guerrigliero. Ma per noi è un’attività importante da condividere con i bambini e le persone del quartiere. Ecco perché lo facciamo anche di giorno.”

C’è qualcuno che ostacola il vostro lavoro?

“Finora non è mai successo a parte un vigile che ha chiesto informazioni, in fin dei conti non commettiamo nessun reato. Abbiamo anche denunciato la nostra presenza al comune perché ci sembrava corretto farlo.”

Le vostre azioni hanno oltre all’aspetto ecologico una valenza simbolica? Quale?

“Il messaggio è di fare cose buone per noi e la città, nella direzione della cultura verde, nel vivere sostenibile, con rispetto per le cose, per gli altri ma anche per la terra, per un consumo responsabile. Senza slogan, proclami o pubblicità, solo partecipazione umana.”

Com’è il responso del cittadino nei vostri confronti?

“Positivo, è bello quando facciamo interventi nel quartiere e le persone sono interessate, siamo felici di condividere con loro, che vivono le zone su cui agiamo, la nostra guerrilla, perché poi dovranno prendersi cura delle piante. Gli passiamo il testimone e ne diventano i custodi.”

Tecnologia ed ecologia possono convivere rispettandosi?

“Si. La tecnologia c’è d’aiuto, fin dalla nostra costituzione attraverso i forum e i social network. La comunicazione passa attraverso la rete, diamo notizie, invitiamo la gente a partecipare. I gruppi più attivi sono quelli di Milano e Roma.”

Avete mai pensato di creare una cooperativa che unisca le varie associazioni italiane?

“No, il discorso associativo non ci interessa, ci relazioniamo con gli altri gruppi tanto che abbiamo istituito per il 4 novembre, (Ndr. festa delle Forze Armate), la giornata italiana dei “Guerrilla Gardening” cui hanno aderito tutti i gruppi attraverso un attacco sincronizzato. Abbiamo insomma festeggiato le nostre “forze armate” con le vanghe attaccando il degrado.”

Un grazie a Simona per la sua disponibilità…

Se avete il pollice verde o anche solo il verde nel cuore… seguite nella vostra città gli attacchi dei Guerrilla Gardening!

 

 


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