‘L’importante è essere buoni esseri umani’: intervista a Elda Alvigini

Arianna e Selena MannellaGrande espressività, una simpatia tangibile, un’umiltà quasi a ridosso dell’autocritica. Abbiamo incontrato Elda Alvigini che nella fiction di Canale 5 ‘I Cesaroni’ veste i panni di Stefania Masetti, la moglie di Max Tortora, sin dalla prima stagione e di stagioni ne abbiamo già viste cinque, concluse con un buon apprezzamento di pubblico. Dal 29 gennaio 2013 vedremo Elda nella parte di Alessia, unica donna protagonista di ‘Vento e pioggia’ di Patrizio La Bella, una storia vera che racconta di tre figli che vanno a trovare il padre detenuto in un carcere a Bangkok perché accusato di spaccio di droga. Nella sala d’aspetto, tornano a galla il vissuto dei tre, ma l’occasione sarà solo lo spin – off per creare un gioco delle parti. In un’atmosfera tesa ma al contempo carica di ironia, si delinea una storia dai tratti grotteschi, nella quale i tre fin da piccoli hanno dovuto fare da “padri” al loro genitore.

Grazie per questo incontro Elda, siamo curiose di scoprire chi sei fuori dal set…

“In realtà non c’è tanto da scoprire (ride)…”

Invece crediamo il contrario, partiamo con la prima domanda… La tv è un mezzo per…

“E’ un mezzo… dipende poi da cosa ci metti dentro. Ci abbiamo alfabetizzato gli anni ’70 e abbiamo lobotomizzato i teenager negli anni ’80.”

Nei  ‘I Cesaroni’ hai interpretato una preside, come vedi l’istruzione in Italia?

“Poveri giovani… non la vedo per niente bene. È un momento in cui hanno svalutato l’importanza della scuola. Nella fiction de ‘I Cesaroni’ la scuola è più che altro un luogo di ritrovo, di frequentazione… con il mio ruolo non ho fatto altro che frullare tutti i professori che ho avuto, da ragazza creando una sorta di caricatura di una preside. C’era un professore matto ma c’era anche quello che amava la materia, così ho cercato di raccontare entrambi gli aspetti. Credo sia valido quello che ho provato io durante il liceo, spesso viene sottovalutato cosa pensa un ragazzo durante la crescita. Il prodotto però è una commedia, non bisogna dimenticarlo….”

Che tipo di studentesse sei stata?

“Sono stata una studentessa appassionata.”

Hai dichiarato di aver rinunciato a tanti ruoli per timore di essere etichettata, perché?

“Perché dopo ‘I Cesaroni’ non si può propormi sempre di fare la moglie rompiscatole. Così si svilisce il ruolo dell’attore… e pensate che non sono neppure moglie! Ecco perché quando mi dicono che mi conoscono perché mi hanno visto in tv, mi arrabbio.”

Secondo te alcune partecipazioni compromettono il successo di una carriera?Arianna e Selena Mannella

“Compromettere è una parola forte anche se purtroppo non dipende solo dalla capacità dell’attore. Ho tanti amici bravissimi che stanno a casa senza lavorare e che nessuno ha ancora scoperto. Mi auguro ci siano registi che non si fermano alle apparenze dei ruoli già interpretati. Pensate… se a un attore capitasse di fare la parte di un protagonista di una serie sfigata… poi cosa succede? Non lo chiamano più? Noi siamo il mezzo di registi e produttori per comunicare la loro storia.

Non è il tuo caso…

“Fortunatamente… Ho dato molto a ‘I Cesaroni’ di mio, improvvisando anche con Max Tortora.”

Le fiction vanno molto di moda, ma tu hai sentito la necessità di dedicarti al teatro, perché?

“Non ho mai smesso in realtà di dedicarmi al teatro. Lo faccio tutto l’anno a spese della mia stanchezza, perché tra set e teatro arrivo a mangiare e dormire molto meno.”

Si è più liberi a teatro nell’esprimere se stessi?

“No, il contrario… è più facile essere liberi in una fiction perché interpreto Masetti e in ogni puntata lei è diversa. Una volta è arrabbiata, una triste… insomma mi cimento in tanti colori espressivi. Il teatro questo non te lo permette. Il personaggio deve essere sempre uguale, è geometrico.”

La popolarità è facile da conquistare?

“Molto facile, basta fare un prodotto televisivo riuscito. È più difficile gestirla…”

Secondo te capita spesso che un figlio debba sostituirsi al ruolo di genitore?

“Sì, anche in situazioni meno drammatiche di quelle che porto in scena con ‘Vento e pioggia’. Può capitare anche quando un genitore diventa anziano e non fai altro che restituire quello che ti ha dato quando ti accudiva, perché eri piccolo e non eri autonomo. I personaggi dello spettacolo sono stati responsabilizzati. Crescere con un padre tossicodipendente li ha fatti crescere in fretta. È uno spettacolo che non condanna, è una storia di possibilità. Non è che se uno nasce a Scampia debba per forza essere poi camorrista.”

Cosa ti piace fare quando non reciti?

“Faccio la spesa, lavo il bagno, vado in palestra, al cinema, incontro gli amici. Faccio quello che fanno tutti.”

Un titolo che fa un po’ ‘chiasso’ quello portato a teatro con lo spettacolo ‘Inutilmentefiga’

“Non credo… penso che Villaggio porti a teatro un titolo più forte. Lo traduco in inglese come ‘cool’, è come dire che è una figata, il senso del titolo è legato all’inutile… inutile essere bravi, inutile essere belli, anche se positivo, perché tanto i tuoi pregi alla fine non vengono riconosciuti.”

Arianna e Selena MannellaIl titolo dell’opera è chiaramente una dichiarazione che non basta essere qualcosa dunque?

“Infatti, si devono incontrare persone che sappiano vedere la tua vera essenza. Non bisogna cambiare per assecondare, io preferisco essere sempre preparata anche se è solo questione di preparare una torta di mele. Prima di mettermi ai fornelli devo almeno leggere la ricetta.”

Sei una che tiene a quello che fa…

“Sì, sono un po’ secchiona…”

Funziona nella vita?

“Non lo so… il romano ha l’atteggiamento di ‘sistemiamo alla meno peggio’, di arrangiarsi…”

Allora fai la differenza?

“Sì, ma do fastidio solo perché così gli altri si sentono in difetto.”

Una perla rara nel tuo settore…

“No, ci sono tante persone capaci, la qualità prima o poi deve vincere per forza!”

Dopo il teatro cosa farai?

“Se riprenderanno la sesta stagione de ‘I Cesaroni’, gireremo in estate.”

Non ti stanchi di fare la solita parte?

“Da un lato è il mio lavoro anche se penso che ogni attrice vorrebbe fare una suora, una prostituta, un poliziotto (ride) con un film girato in Francia e uno in America. Ma nella realtà italiana penso di essere fortunata, perché ho guadagnato sempre più spazio nelle fiction ed è un lusso lavorare come lavoro io, potendo aggiungere sempre qualcosa di mio al personaggio.”

Cosa chiederesti al genio della lampada?

“Mi piacerebbe fare la conduttrice. Mi divertirebbe, ovvio con un taglio giusto sulle mie corde. Non ho nulla contro la conduzione e certi snobismi mi fanno ridere. L’importante secondo me è essere dei buoni esseri umani. Alla mattina quando mi guardo allo specchio voglio stare bene con me stessa.”

Vorresti altre possibilità?

“Subisco certe forme di razzismo, certo… ma si deve pur campare. Fare l’attore è pur sempre un lavoro, devo pagare il mutuo e le bollette. Anche se mi piacerebbe lavorare con grandi registi e spero che un giorno mi dicano… ‘la proviniamo’!”

Siamo sicure che ce la farai…

“Ho solo uno strumento, fare bene il mio lavoro. Ho una passione enorme!”

E si vede…

“Vado in scena e do per scontato che devo dare il massimo. Anche se il mio spettacolo l’ho fatto gratis (ndr ‘Inutilmentefiga’)… non ho recitato a metà.”

A chi credi piacerà il tuo ultimo spettacolo ‘Vento e pioggia’?

“Spero a tutti e farà presa sui giovani perché si troveranno in scena metà del cast di ‘Romanzo criminale’…”

In bocca al lupo allora Elda è stato un piacere incontrarti!

“Viva il lupo! Grazie!”

 

 


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