‘La febbre del sabato sera’: incontro con Lucianna De Falco

Arianna e Selena Mannella

È un volto conosciuto al grande pubblico grazie alla partecipazione come guest star fissa dal 1998 nel ruolo di Addolorata – Dolly Salvetti in ‘Un posto al sole’. E’ stata nel cast di altre fiction di grande successo come ‘Sei forte maestro’, ‘Un medico in famiglia’ con Lino Banfi, ‘Le ragazze di Piazza di Spagna’ per citarne alcune. Compare inoltre ne ‘Il Cosmo sul comò’ con Aldo, Giovanni e Giacomo. Lei è Lucianna De falco e in questo periodo la troviamo impegnata con Stage Entertainment in un musical dall’aria internazionale, ‘La febbre del sabato sera’, in cui abilità canore e danza si miscelano a perfezione per creare uno spettacolo coinvolgente. Il musical riporta in auge gli anni ’70 e la disco-music, quando andavano di moda le camice a fiori, i pantaloni a zampa, la brillantina nei capelli e le zeppe… Lo spettacolo rimane in scena fino al 27 gennaio 2013 con 8 repliche settimanali a dimostrazione di come sia uno spettacolo apprezzato da chi il periodo l’ha vissuto in prima persona e da chi lo ha conosciuto grazie a pellicole che hanno fatto la storia. Lucianna de Falco è Flo Manero.

Ha partecipato a tanti di quei film da perderne sicuramente il conto…

“Sì devo dire la verità… ne ho fatti davvero tanti anche se mi piace pensare che sarà più importante il prossimo ruolo che andrò a interpretare, questo mi aiuta ad avere uno sguardo verso il futuro.”

Quale considera uno dei suoi ruoli più riusciti?

“Ciò che mi ha dato tanta soddisfazione grazie al cinema indipendente è stata ‘La grande menzogna’, un omaggio alla Magnani, purtroppo non tanto noto al grande pubblico, ma per me è stato un grande onore interpretare questo ruolo.”

Ha preferito scegliere le sue parti con il cuore che con il portafogli…Arianna e Selena Mannella

“In Italia il problema non è fare delle scelte ma avere delle occasioni, è un discorso che conoscono tutti e non capita solo nel mondo dello spettacolo. Io voglio fare cose che mi facciano dormire la notte e stare tranquilla.”

Interpreta ne ‘La febbre del sabato sera’ la madre di Tony Manero, cosa ha di nuovo questa versione del musical?

“Milano resta una delle poche città in cui sembra avere ancora un valore la cultura, c’è grande partecipazione al teatro Nazionale che vedrà 70 repliche del musical ed è una cosa incredibile anche per città come Roma. Il teatro è pieno quasi tutte le sere. La sensazione è di stare in un teatro americano… le prove sono continue, ma i ragazzi sono molto giovani e hanno una grandissima energia e vocazione. La forza trainante di questo musical è del suo ensemble, perché non si chiama più corpo di ballo, è potentissimo. Abbiamo anche un’orchestra dal vivo che è pazzesca.”

Si ritrova nell’atteggiamento di Flo nei confronti del proprio figlio?

“(ride) Proprio no… ovviamente stiamo parlando di emigranti di prima generazione e di un figlio che non vuole più diventare prete. Mi immagino madre… penserei ad una vita indirizzata verso le proprie aspirazioni anche se l’atteggiamento di Flo è giustificato per l’epoca in cui si trova.”

Un film degli anni ’70 riproposto a teatro, chi è il vostro pubblico?

“Molto trasversale, abbiamo da poco festeggiato i 35 anni del film. Viene ad assistere allo spettacolo ogni tipo di persona, anche i bambini. Anche perché alcuni temi sono stati trattati con leggerezza.”

Quali sono le caratteristiche per riuscire a lavorare in un musical?

“Innanzitutto ci sono delle componenti specifiche, devi sapere almeno ballare o cantare con un grado di competenza minimo.”

Quindi è più difficile che interpretare una parte in una fiction?

“Non è che chi lavora in una fiction non abbia questo talento, è solo che nel musical è più riconosciuta la competenza. È interessante vedere come queste nuove leve siano bravi e ostinati allo stesso tempo, è una bella sensazione lavorare con loro.”

stage entertainmentQuale altro film seconde lei è riuscito a creare delle mode come ‘La febbre del sabato sera’?

“Oddio, non mi viene in mente niente, quelli cha fanno spronare nei confronti delle aspirazioni future.”

Quando la rivedremo in tv

“Non lo so, per ora mi sto dedicando al teatro e a reading che ho fatto con un progetto indipendente, ‘leggere il cinema’ dove leggiamo appunto delle sceneggiature famose per farle rivivere.”

Se potesse dire qualcosa senza censura cosa direbbe?

“Mi piacerebbe sottolineare come in certi programmi televisivi ci dovrebbe essere più dignità, bisognerebbe insorgere, la civiltà parte da ognuno di noi.”

Le facciamo una serie di domande che richiedono un botta e risposta

Il lato negativo nell’interpretare un ruolo in una fiction?

“Quando tentano di gestirti non solo la recitazione ma ciò che per esempio devi indossare solo per mera pubblicità…”

L’ultimo film che ha visto al cinema?

“E’ quello di un mio amico conterraneo che lo ha presentato a Venezia ‘L’intervallo’ un film drammatico, è un documentarista alla sua prima opera, si chiama Leonardo Di Costanzo…”

Non le piace…

“In generale non mi interessano le cose che non mi emozionano.”

Ha mai pensato di scrivere un libro?

“No… dovrei? Comunque credo di no. Al limite potrei lanciarmi proponendo delle ricette. Le mie sarebbero irripetibili, di quelle che uno realizza con quello che ha in casa.”

Il suo più grande pregio?

“L’ottimismo…”stage entertainment

La aiuta?

“Assolutamente sì.”

Grazie Lucianna per aver scambiato due chiacchiere con noi, l’appuntamento è in teatro sulle note dei Bee Gees!

“Vi aspetto!”

 


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