In tv come in teatro: intervista a Daniela Poggi

Arianna e Selena MannellaImpossibile non averla vista in tv in una delle tante fiction da lei interpretate, da ‘Incantesimo’, ‘Il maresciallo Rocca’, a ‘Capri’ per citarne alcune, così come impossibile non ricordarla alla conduzione del programma Rai ‘Chi l’ha visto?”, lei è Daniela Poggi, donna elegante dallo sguardo magnetico. Un’attrice che dimostra tutto il suo lato umano e che in scena mette a nudo se stessa per comunicare al pubblico con grande empatia, tratti della vita comune che divengono metafora di un sentire in grado di commuovere e far riflettere. Chi lascia il teatro dopo una sua rappresentazione ha l’atteggiamento di chi ha imparato qualcosa e si sente più ricco nell’animo. Conosciamo meglio Daniela che troviamo impegnatissima nei tanti progetti teatrali che sta portando avanti con grande successo.
Teatro, cinema tv, cosa altro ti manca?

“(Ride) Ampliare al meglio queste espressioni artistiche.”

Sei soddisfatta?

“Soddisfatta di cosa? È un cammino continuo che si fa anche sbagliando, provando tanto… nella precarietà del nostro lavoro che ci rende curiosi, non c’è modo di sentirsi mai arrivati. Forse lo scrittore si può sentire così, l’attore no.”

Daniela oggi ha più soddisfazioni o rimpianti?

“Le soddisfazioni sono state tante come i rimpianti, tante le scelte che potevano essere fatte in modo differente, ma dagli sbagli si impara. Ci si aspetta qualcosa di diverso a volte, magari hai delle aspettative, può capitare che una sceneggiatura si prospetti di successo e poi il pubblico non va al cinema. Oppure il pubblico ti apprezza e il regista non ti sceglie per quella parte. Le variabili sono tante ma fanno parte del mio lavoro.”

Come attrice come ti definisci?

“Difficile definirmi…  forse come un’attrice che ha tanto da dare, forse non ancora del tutto scoperta per il potenziale delle sue interpretazioni e sulla quale si può ancora puntare tanto. L’importante è essere capace di accogliere il nuovo nella propria vita.”

Ha mai sognato di diventare un’icona del cinema italiano?

“Non sogno di diventare un’icona, poi alla mia età… (ride). Le icone sono coloro che hanno interpretato quel film rimasto memorabile, penso a Brigitte Bardot e Ava Gardner… Laurence Olivier sono rimasti nel tempo.”

Quale il tuo espediente per superare un problema?

“La preghiera… mi sfogo. Ho anche un padre spirituale con cui condividere le mie esperienze. Supero i problemi parlando con le persone che stimo, il confronto ti aiuta a superare momenti difficili.”

Come fai a imparare a memoria un copione?

“La cosa è abbastanza schizofrenica, leggo e rileggo la sceneggiatura. Faccio l’analisi di quello che devo imparare a memoria. Visualizzo il testo, imparo una frase e poi ne aggiungo un’altra. Procedo per blocchi emotivi. Con un blocco esprimo quel tipo di concetto di 4 o 5 righe, poi vado avanti, il mio metodo è quello di lavorare con l’azione, con la gestualità.”

C’è libertà di improvvisazione?

“No dipende molto dal testo, per esempio con la regia di Lavia non è possibile, perché il testo è di Pirandello, ma anche nei monologhi più o meno è la stessa cosa, perché la scrittura è adattata a te come attrice e le parole che non ti entrano in testa possono essere eliminate in fase di scrittura. E poi dai già la tua espressione con il timbro di voce, non puoi inventare.”

Come fai a tenerne tanti in mente, a teatro stai portando diverse pièce…

“Se si ha un momento di amnesia sì può improvvisare, se ti viene un sinonimo va bene, altrimenti vai oltre… sul set è diverso perché se qualcosa non va bene, rifai la battuta.”

Qual è il tuo gesto scaramantico prima di entrare in scena?

“Sono varie le cose che attuo in camerino, sia nella preparazione vocale che con la gestualità del corpo. In questo momento ci scambiamo il cinque con Riccardo Boci che interpreta il figlio in Pirandello. Poi prego, ogni volta che si entra in palcoscenico è uno stress pazzesco perché in quel momento non è possibile sbagliare. Il pubblico paga un biglietto, ti guarda e in quel momento, nonostante la condizione d’animo che si ha si deve andare avanti.”

Ti sei mai vestita di viola prima di una rappresentazione?

“Non non ho questo tipo di pensieri…”

Allora passi anche sotto le scale?

“Sì, dipende (ride), più che altro evito perché può cadere la scala e farmi male.”

Perché hai lasciato la conduzione di ‘Chi l’ha visto’?

“Perché erano passati 4 anni, l’avrei lasciato già al terzo ma poi la Rai ha insistito per farmi fare un altro anno.”

L’esperienza su rai 3 ti ha aiutata a…

“Mi ha aiutato ad avere un rapporto con il pubblico, ad andare oltre la maschera dell’attore. Mi ha insegnato tantissimo a livello umano. Entrare in contatto con realtà drammatiche mi ha permesso di aprire gli occhi. L’attore a volte è avvolto nel suo mondo.”

Quale personaggio femminile vorresti ancora portare a teatro?

“Ce ne sono talmente tanti… mi piacerebbe Peggy Guggenheim, un altro personaggio che amo di Defoe è Moll Flanders…”

Oggi il teatro è più vicino ai giovani?

“Credo si siano molto aperti al teatro i giovani. Non è più un luogo di nicchia per un pubblico adulto anche economicamente parlando. Oggi il giovane sa scegliere e capire dove spendere quei quattro soldi che ha in tasca.”

Il complimento che ti ha fatto più piacere?Arianna e Selena Mannella

“Non lo so… forse: sei vera… sei più bella dal vivo (ride).”

Va bene essere un po’ vanitosi…

“Sì, è giusta la vanità ma non è indispensabile.”

Invece cosa ti stressa?

“Il traffico, la velocità della vita con cui dobbiamo fare i conti. Le code, i debiti (ride).  Non si fa in tempo a mettere un soldo nel salvadanaio che ne escono dieci.”

Cosa ti auguri?

“Mi auguro prima di tutto una rinascita interiore. Che vi sia capacità di un risveglio spirituale. Che la gente si renda conto che non c’è bisogno solo di diventare famosi, di vincere, la vita è fatta di conquiste. Mi auguro che ci si accorga che esiste un’umanità che ignoriamo.”

Cosa non ti fa dormire la notte?

“Il pensiero di dover vivere per lavorare, ci vuole spazio anche per divertirsi, per fare regali. Invece bisogna alzarsi e pensare come pagare i debiti. È tanti anni che siamo in crisi.”

Quale film americano avresti voluto interpretare?

“‘Ghost’ è uno dei tanti che mi è piaciuto ma anche ‘La scelta di Sophie’, ‘Via col vento’, ‘Mamma mia’… gli americani riescono a scrivere molto per le attrici.”

Un’attrice che ti affascina?

“Meril Streep che è più interessante di una volta. Prima era dedita alle lacrime, ora riesce a fare ridere, ma apprezzo molto anche Keira Knightley e Gwyneth Paltrow. L’altro giorno leggevo una sua intervista, sono belle, capaci, forse hanno un metodo diverso di lavorare dal nostro. Forse ci credono di più a quello che fanno. L’attore nel nostro paese è un po’ bistrattato… preso poco in considerazione.”

Forse perché non considerano il cinema alla stregua di un’industria come gli americani…

“Sì, in effetti è proprio così…”

Usi il pc?

“Ho un Mac, sono pazza di lui… anche se devo dire che non sono una volpe con l’elettronica… mi metto di buona lena, cerco di capire… mi piace!”

Cosa pensi dei social network?

“Non amo molto Face Book e Twitter e poi alcune sere fa sono entrata su Face Book ed è di nuovo cambiato tutto.”

Allora non Twitti?

“Cercherò di capire come si fa (ride) se me lo consigliate anche se non mi piace dire cosa penso in un dato momento.”

Te lo consigliamo, le Star lo utilizzano molto… grazie per la tua disponibilità Daniela, alla prossima!

“Grazie a voi, vi aspetto a teatro!”

 

Nel dettaglio i teatri dove potrete trovare Daniela Poggi:

Date delle rappresentazioni:

11 / 20 dicembre 2012 Genova – Teatro della Corte ‘Tutto per bene’

16 / 27 gennaio 2013 Roma – Teatro Argentina  ‘Tutto per bene’

I suoi Monologhi saranno in scena:

28 e 29 gennaio 2013  Roma -Teatro Ghione ‘Eda, una donna del ‘900’

9 e 14 febbraio 2013 Finale Emilia e Vigevano ‘Eda, una donna del ‘900’

10 febbraio 2013 Torino – Teatro Carignano ‘Io madre di mia madre’

28 marzo2013 Roma – Teatro Ghione ‘L’amore impaziente’

 

 

 


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