Il ‘Lost’ italiano ‘L’isola’ conquista la tv: Intervista a Fabio Morìci

Arianna e Selena MannellaQuanti di voi hanno seguito la serie ‘L’isola’ di 12 puntate andate in onda su Rai Uno? Domanda forse superflua perché lo share ha registrato picchi molto alti facendo di questa fiction innovativa, un successo di ascolti. Conosciamo meglio Fabio Morici che interpreta nella serie Massimo Schintu, secondo capo della squadra di Tara Riva (Blanca Romero), comandante della Guardia Costiera dell’isola d’Elba. Dopo l’inspiegabile caduta di un aereo nel mare dell’arcipelago toscano, viene aperta un’indagine che porta alla scoperta di misteriose attività sottomarine.

La fiction, prodotta dalla Palomar in collaborazione conRai Fiction per la regia di Alberto Negrin, è una serie che mescola indagini poliziesche, mistery, intrecci sentimentali.

Ciao Fabio siamo alle battute finali della serie ‘L’isola’ qual è il tuo bilancio personale?

“Bilancio molto positivo. Ce ne siamo accordi già mentre giravamo… è andata benissimo, siamo arrivati a 5milioni e 700mila telespettatori. Il bello della serie è che è cresciuta man mano, le mie scene le sto vedendo solo ora…”

Sei sempre soddisfatto di come ti vedi in tv?

“In alcune scene mi dico di aver fatto un buon lavoro, in altre mi chiedo che cavolo faccio (ride), c’è un pubblico costante e non era facile all’inizio prevedere un tale successo.”

Sarà confermata la nuova serie?

“Non è confermato fino a quando non succede… (ride).”

Che rapporto hai con il mare?

“E’ un bel rapporto. Sono uno di quelli che deve andare al mare almeno una settimana l’anno. Girare la serie mi ha dato conferma di non stare male in mare, perché abbiamo girato sulle motovedette…”

Hai dovuto però imparare tecniche particolari per impersonare Schintu?

“Sì… siamo stati seguiti dalla Guardia Costiera che ci spiegava quando e come mettere il cappello, come salutare e come utilizzare le apparecchiature di bordo. È un lavoro il nostro, che ti dà la possibilità di imparare cose fuori dall’ordinario.”

Una fiction che qualcuno ha paragonato a Lost, il paragone ti sembra azzardato?

“Negli intenti è giusto! In proporzione a quello che abbiamo realizzato. Anche nella nostra serie c’era di mezzo il mistero, abbiamo usato vari tipi di tecnologie e abbiamo giocato su alcune suggestioni, l’isola, il sottomarino ecc.”

Abbiamo sentito dire che eri un appassionato della serie Lost…Arianna e selena Mannella

“Sì, alcuni fan sono rimasti delusi dell’ultima stagione, io no… l’ho seguito fino alla fine. Il concetto è che i produttori avevano creato tante aspettative ed era difficile realizzare un finale che non andasse sul metafisico. E poi so che hanno dovuto allungare la serie da 4 a 6 puntate per guadagnarci di più… e di questo la trama ne ha un po’ risentito.”

Tornando a ‘Lisola’ le musiche sono di Morricone…

“Sì, una bella cosa… quando ho saputo che le musiche sarebbero state sue. Credo sia la prima volta che regala il suo lavoro per questo settore. Non c’è più la gerarchia tra cinema e fiction e lui ha dimostrato la sua grandezza anche in questo. È la forza del prodotto che lo ha convinto, come lo è stato per Giordana e Negrini il regista, che ha firmato tanti successi Rai.”

Da quanto tempo fai l’attore?

“Più o meno da sempre… quando ero ragazzino giocavo con la telecamera girando corti e a 17 anni ho iniziato a studiare. Poi mi sono laureato per avere un piano B (ride), questo mi ha impedito di fare l’accademia anche se dal 2002 mi sono dedicato quasi completamente alla recitazione.”

E quanto ti senti gratificato per le parti assegnate?

“Se partiamo da questa ultima parte molto… all’inizio il mio ruolo era più piccolo poi andando avanti con le puntate il mio personaggio è cresciuto. Uscirà poi tra gennaio e febbraio una web series comica scritta pensando a me e agli sketch che realizzo su Radio2.”

Collabori in radio con Lillo e Grag, come è stato il passaggio dalla radio alla fiction?

“Alcuni anni fa ho iniziato curando delle rubriche e questo mi ha permesso di appassionarmi al mezzo. Non voglio abbandonarla la radio anche perché il passaggio per me è stato facile… dicono che mi viene naturale.”

Fare più cose in Italia sembra a volte penalizzare, sei dello stesso avviso?

“Sì il concetto è vero… se fai più cose vieni considerato dispersivo o una persona che non sa bene cosa fare. Faccio fatica a conciliare il concetto di attore e autore quale sono perché quando presenti uno scritto, pensano subito che vuoi anche impersonare quella parte, ma non lo voglio. È troppo schematico il modo di ragionare, ecco perché sono svantaggiato, anche se continuerò a farlo! Volete un esempio sulla dualità che si può avere nel mio mestiere?”

Adesso sei tu che fai le domande… certo che vogliamo saperlo, ci hai incuriosito, spara!

“Ben Affleck e Matt Demon… hanno fatto il botto con una loro sceneggiatura ottenendo anche un Oscar. Il film era ‘Genio ribelle’ e poi si sono messi al servizio della storia, così dovrebbe funzionare!”

Hai anche scritto un libro…

“Ho pronto anche un altro romanzo, cerco un editore… e magari di far conoscere meglio il mio nome. Per il primo volume è stato diverso, avevo voglia di farlo uscire.”

Arianna e Selena MannellaCi racconti la trama?

“E’ la storia di due ragazzi che si incontrano su di un treno. Uno indossa degli occhiali scuri perché se guarda negli occhi vede quando l’altro morirà… la vita gli ha insegnato che non può cambiare le cose, non è una storia poi così originale… la differenza è l’investimento emotivo. Sono in realtà due storie che si intrecciano. Si parla di destino e di come cambia la vita se sai come morirai… ne ho scritto una sceneggiatura che ha recuperato il succo della storia. Magari trovassi un regista…”

Noi te lo auguriamo, nel frattempo consigliamo di acquistare il tuo primo romanzo… Cosa pensi dell’editoria a pagamento?

“Fa molto, ma il problema dell’auto pubblicazione è la distribuzione, diventa tutto inutile se il tuo volume non si trova sugli scaffali delle librerie. Le librerie ormai sono dei market ed emergere è difficile. L’auto pubblicazione va bene per capire l’effetto che fa vedere un proprio romanzo su carta, però c’è bisogno di altro.”

In quale campo vorresti sfondare?

“Lo sbocco finale sarebbe avere una parte cinematografica su di un libro scritto da me… sarebbe il modo di far confluire le due cose in un unico progetto.”

Cosa farai ora?

“Entro febbraio uscirà la serie web intitolata ‘Lo psicologo della mutua’ di Fulvio DiMeo dove interpreto uno psicologo che fa tutto quello che un vero psicologo non dovrebbe fare.”

Lo guarderemo di certo… ancora complimenti per il successo de ‘Lisola’, ci rincontreremo per il tuo prossimo libro.

“Grazie ragazze a presto!”


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