‘Il Clan dei Camorristi’: intervista a Francesco Di Leva

Arianna e Selena Mannella

Parte questa sera su Canale Cinque una delle fiction che si preannunciano di grande successo ‘Il Clan dei Camorristi’ per la regia di Alexis Sweet e Alessandro Angelini, prodotto da TaoDue. Il protagonista di questa parabola criminale è Francesco Russo detto O’ Malese (interpretato da Giuseppe Zeno). Un individuo che dal casertano giunge alla conquista della Campania con tentacoli capaci di introdursi nella politica capitolina. Con lui la camorra arriva a toccare i vertici e nel giro di poco tempo ogni appalto, ogni opera pubblica e cantiere sono nelle sue mani saziando così le casse dell’organizzazione criminale cui è legato. Stefano Accorsi tornato al piccolo schermo dopo anni d’assenza sarà il magistrato. Noi puntiamo invece lo sguardo su Capuano detto ‘lo scuro’ impersonato da Francesco Di Leva che abbiamo incontrato per l’occasione. Un ruolo il suo, che dimostra la bravura di un attore nell’interpretare una personalità senza scrupoli, violenta e calcolatrice, lui che nella vita è una persona affabile e disponibile, attento alle tematiche legate al suo territorio. Chi meglio di chi vive certe zone comprende l’ambiente sporcato dalla corruzione?Arianna e Selena Mannella

 

Ciao Francesco grazie per averci regalato il tuo tempo, parliamo della fiction che debutta questa sera…

“Grazie a voi dell’interesse, si questa sera aspettiamo che gli ascolti ci premino della fatica spesa per questo lavoro… la storia ci racconta di tre giovani ragazzi degli anni ’80 che si avvicinano a un ambiente malavitoso. Tra gli interpreti impossibile non citare Stefano Accorsi e Giuseppe Zeno.”

Finalmente una parte importante anche per te…

“E’ vero, ho fatto tanto cinema ma questo è il mio debutto serio… ho fatto qualche posa anche in ‘Squadra antimafia’ ma da questa sera la grande novità…”

Arianna e Selena MannellaQual è il tuo personaggio?

“Il mio personaggio è Ciccio Capuano detto ‘lo scuro’, chiamato così perché di carnagione scura ma anche per il suo carattere. È uno dei più sanguinari all’interno del clan. Non pensa, se c’è un problema elimina l’ostacolo. Il suo socio interpretato da Giuseppe Zeno, gli riesce a dare un po’ di lucidità, ma solo fino a un certo punto della storia.”

Il tuo esordio da attore te lo ricordi?

“Qualcuno in realtà ha scelto per me. Avevo solo 13 anni, mi ricordo che hanno chiamato un tutor esterno per un saggio a scuola e lui mi notò. Avevamo scommesso che avrei fatto bene la mia parte e così mi sono impegnato a fondo. Interpretavo un cieco che parlava con Dio e le mamme sedute in sala piansero… chiesi poi a mio padre se mi portava a teatro e mi sono entusiasmato tanto perché ho trovato persone appassionate. Ho trovato quello che mi mancava vivendo in periferia, l’arte mi restituiva infondo il protagonismo di cui in un certo senso avevo bisogno…

Una zona difficile per vivere la tua?

“Sì, ma comunque non frequentavo brutte compagnie, mio padre non lo avrebbe permesso, ho avuto la giusta alternativa.”

Non hai paura di vivere in una zona così complicata?

“Non voglio andare via da dove vivo. Ho troppi affetti per questa terra, certo ho paura per i miei bambini ma scappare sarebbe troppo semplice. Dobbiamo restare perché se non creo l’alternativa io, chi lo fa? La Camorra? Se ognuno di noi adottasse un bambino del quartiere saremmo tutti più felici.”

Se i tuoi figli scegliessero il tuo stesso mestiere?

“Amo questo mestiere ma non vorrei insistere per il loro futuro. Vediamo cosa decidono loro… il più piccolo ama suonare la batteria…”

Allora magari sarà un musicista?Arianna e Selena Mannella

“Vedremo, (ride).”

Cosa vuol dire essere attore?

“Essere attore vuol dire esserlo sempre.”

C’è un attore che prendi come riferimento?

“Ce ne sono due in realtà… Sean Penn che ammiro tanto soprattutto per l’interpretazione in ‘Milk’ e poi come non adorare Al Pacino… scelgo fuori Italia perché a parte Toni Servillo, ci sono pochi attori che sono per me un punto di riferimento, altrimenti dovrei tornare ai tempi di Mastroianni…”

C’è un lato del tuo carattere che cerchi di non far emergere quando reciti?

“No, perché cerco di prendere tutto, il mio essere attore è come un vestito di Arlecchino.”

Un atteggiamento invece che ti riesce facile adottare sul set?

“Sono un ottimo cattivo perché mi hanno dato modo di sfruttare questa nota caratteriale, avendo anche un po’ la faccia da ‘scugnizzo’.”

Portare in tv certe tematiche va di moda o viene vissuta come una forma di ‘attivismo’?

“E’ anche una sorta di attivismo… Abito in un quartiere devastato dalla criminalità e molti vedono questi personaggi come miti da seguire. Tra venti anni saranno morti o in galera… mi chiedo come sia possibile che persone capaci di fare manovre illegali, spostando una grande quantità di soldi sporchi, non si rendano conto che prima o dopo finiranno in galera e non ne usciranno più… penso ai Casalesi cui sono stati sequestrati novanta milioni di euro in beni. Con questi comportamenti criminali devasti il tuo paese, la tua famiglia in primis, solo per accumulare denaro, senza tuttavia riuscire a vivere la quotidianità.”

Forse non ci pensano troppo alle conseguenze?

“Sì, ma non c’è una sola persona coinvolta che sia rimasta in piedi a lungo. Non c’è davvero un esempio vivente e parliamo di personaggi come Riina, Provenzano, Cutolo… una vita così in cambio di cosa?”

Arianna e Selena MannellaTu invece cosa fai per il tuo quartiere?

“Ho creato un teatro nella periferia est di Napoli, a San Giovanni, il NesT, senza il sostegno statale per togliere i giovani dalla strada. Molti si stanno rendendo conto che il crimine non porta a niente.”

Grazie Francesco allora in bocca al lupo per la fiction!

“Grazie a voi! Tengo le dita incrociate!”

Il Trailer

Se volete vedere Francesco dal vivo, l’appuntamento è per lo spettacolo teatrale ‘Educazione Siberiana’:

Torino: dal 26 febbraio al 22 marzo 2013

Prato: dal 2 aprile al 7 aprile 2013

 


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