Il bello e ‘dannato’ de ‘I Cesaroni’: intervista a Beniamino Marcone

Arianna Selena Mannella

La serie tv de ‘ I Cesaroni’ entusiasma da anni il pubblico con le sue vicende romantiche, divertenti e a volte impegnate, soprattutto nell’ultima stagione andata in onda sulle reti Mediaset in prima serata con l’arrivo di un personaggio che ha dato adito ai protagonisti ormai storici della serie, di confrontarsi con tematiche più attuali e veritiere, sì perché il personaggio che andiamo a conoscere meglio oggi, è Diego, scapestrato, troppo orgoglioso, polemico, complicato come tanti ragazzi della sua età. A interpretare i panni del ‘bello e dannato’ è Beniamino Marcone, nientepopodimeno che l’interprete di uno dei personaggi di punta de ‘Il giovane Montalbano’(ispettore Giuseppe Fazio). Nonostante la sua ascesa televisiva, la popolarità non gli ha dato la testa, incontriamo  Beniamino in una giornata di riposo dal set per le vie trafficate di Roma tra passanti curiosi e musiche natalizie che fuoriescono dai locali.

Ciao Beniamino e benvenuto nel nostro spazio web, per prima cosa ti chiediamo, nella fiction de ‘I Cesaroni’ hai interpretato Diego, che ruolo ha giocato all’interno della fiction?

“Grazie dell’invito… allora, Diego è stata una bella occasione che ha permesso di rafforzare alcune caratteristiche della comicità già conosciuta dei Cesaroni. E poi ha evidenziato la componente umana puntando l’attenzione su di un ragazzo meno fortunato. Questo ha permesso di dare un tocco di realismo a tutta la fiction. Secondo me è stato un inserimento riuscito.”

Arrivi in una serie alla sua 5° edizione, è stato complesso inserirsi?

“In questo caso è stato abbastanza difficile … dovevo capire il modo di lavorare degli altri prima di proporre il mio al regista… credo di avere una personalità che si adatta e poi punto alle cose sempre in maniera propositiva. Mi piace cambiare senza affossare il lavoro, senza fare polemiche. I Cesaroni ci sono da tanti anni e volevo scoprire il loro mondo per non essere la copia di una personalità già vista. L’attore deve avere un buon capitale umano, ora c’è una sorta di allineamento di personalità tra gli attori, ma è sempre una questione di intelligenza riuscire a fare le cose in maniera differente.”

Ti rimane qualcosa di Diego, il tuo personaggio, nella vita di tutti i giorni?

“E’ovvio che in qualche esperienza quotidiana lo porti un po’ con te il personaggio. Diego è scapestrato, impulsivo, in realtà io cerco di non esserlo. Forse se fossi un po’ più come lui alcune cose sarebbero più semplici.”

Per esempio?

“ Lui ama essere al centro dell’attenzione mentre io sono sempre sulle mie. Le caratteristiche del suo personaggio mi rimangono come spunto riflessivo nella vita di tutti i giorni, perché è bello per me considerare altri comportamenti diversi dal mio, è giusto cambiare punto di vista.”

Chi è allora Beniamino?

“Un ragazzo come tanti che ama fare il proprio mestiere, realista e curioso della vita.”

Quando hai deciso che saresti diventato attore?

“E’ capitato quando ho scoperto che ero felice quando recitavo… ho iniziato a recitare in teatro a 17 anni, ai tempi ero troppo riservato e quell’ambiente mi ha dato una scrollata. Così ho iniziato a conoscere persone che mi hanno stimolato a continuare con quella passione. Ho lasciato l’università per frequentare il Centro Sperimentale di Cinematografia attraverso un bando di ben 15 pagine! Quando lo vidi, all’indomani il bando scadeva, ma ho fatto in tempo a fare le foto che richiedevano e a presentarmi. Questo è stato l’evento che ha segnato la mia vita. Una cosa improvvisata che non avrei mai fatto. Mi sono affidato alla casualità degli eventi. Quando mi hanno chiamato pensavo mi dicessero che quello inviato era materiale scadente, invece… erano tanti i candidati e mi chiedevo perché avrebbero potuto scegliere me.”

Chi è stata la prima persona a cui hai confidato il tuo sogno?

“L’ho detto a mia madre mentre stava sistemando la camera da letto… mi guardò con l’espressione preoccupata. I genitori hanno paura dei cambiamenti perché quando cambi percorso di vita, si sentono richiamati in causa, ma sono loro che mi hanno sostenuto anche a livello economico e ci si dovrebbe ricordare che proprio grazie ai genitori possiamo fare le cose al meglio.”

Hai più successo adesso con le ragazze? Arianna e Selena Mannella              

“Sì, (ride) hanno più coraggio a venirmi incontro… succede che ti guardano e cercano di capire se sei tu quello che hanno visto in tv… tra Montalbano e I Cesaroni ho avuto una bella iniezione di popolarità. È un campanello importante per un attore.”

Ti sei mai vantato del mestiere che fai con qualcuno?

“Vantato mai… giuro! Non l’ho fatto scrivere neppure sulla carta d’identità perché l’attore è in balia della precarietà. Mi considero un realista che ama il proprio lavoro ma che sa fare anche i conti con la realtà. Qualcuno pensa che essere attore significhi avere una vita più agiata, ma non è sempre così…”

Cosa fai quando ti riconoscono per strada?

“Non mi tiro mai indietro, sono disponibile con le persone. Mi fermo con loro a parlare, non solo a scattare una foto in loro compagnia, questa è la curiosità che dovrebbe avere l’attore. È importante chiedersi cosa pensano le persone.”

Dove ti vedremo?

“Uscirà il film ‘Il venditore di medicine’ in primavera con protagonista Claudio Santamaria e me… il regista è molto bravo e poi dovrei chiudere a breve un progetto per il teatro.”

Grazie Beniamino, ti lasciamo alla tua passeggiata…

“Grazie a voi per la lunga chiacchierata, se vorrete ci rivedremo presto per parlare di tanti altri progetti.”

Volentieri! Alla prossima allora…


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