Fiction tv: due chiacchiere con Jacopo Cavallaro

Lo abbiamo visto nella mini serie tv ‘Squadra antimafia-Palermo oggi’ prima e seconda stagione in cui interpretava il ruolo di Carmine Abate, poi ha avuto una parte di spicco ne ‘Il capo dei capi’ per la regia di Alexis Sweet e Enzo Monteleone, in cui interpretava la parte del giovane Biagio Schiro, per poi arrivare al fianco di Raul Bova in ‘Come un delfino’ per la regia di Stefano Reali. Lui è Jacopo Cavallaro, un giovane che si sta facendo notare nel panorama televisivo italiano. L’abbiamo incontrato per capire quali sono le gioie e i dolori di un giovane attore, e perché no? Conoscere più da vicino il mondo dei neo divi di oggi.

Come sei arrivato al cinema?

Inaspettatamente, facendo il classico provino che si legge nei giornali dove ti chiedono di fare delle foto che poi sembrano quelle segnaletiche (ride)…

Raccontaci quello per ‘Il capo dei capi’

Quel giorno arrivavo sconvolto dopo un’interrogazione di matematica, dopo aver fatto le foto e aver ricevuto l’assegnazione di un numero, mi hanno detto il classico ‘ti faremo sapere’. Poi sono seguiti altri colloqui e una volta preso sono arrivate le prove.

Quando hai deciso di fare l’attore?

Non c’è mai stata una decisione vera e propria, sono cresciuto nell’ambiente del teatro e dato che non avevo niente da fare, chiesi a mio padre di dare una mano, i miei genitori sono scenografi. Ho iniziato con piccole parti, a volte ero semplicemente il cameriere dello spettacolo, il resto è avvenuto tutto velocemente, non me ne sono neanche reso conto.

Attore si nasce o si diventa?

La cosa più importante è mantenere quel senso di gioco, quel non sapere cosa stia succedendo, non pensare al contratto di lavoro… recitare deve essere una cosa che viene naturale, tranquilla.

Qual è il tipo di personaggio che ti riesce meglio?

Forse il ragazzo di strada perché sono abituato a vivere in ambienti semplici, alla loro durezza, non tutti ne sono capaci.

Quale parte avresti desiderato interpretare che non ti è stata data?

Quella del musicista… perché lo sono anche nella realtà. Ho un gruppo rock in cui canto. Recitare quella parte era come essere me stesso ma non mi sono abbattuto anche se… che cavolo! Era proprio mia!

Dalle fans sei considerato un bello o più un tipo?

(ride) Penso un tipo…

Perché?

Il bello oggi secondo la massa è il bello fantoccio, quello costruito, con il naso perfetto, altezza perfetta, il Ken della situazione. Io sono insomma un tipo da… scoprire!

Ti ha aiutato in fatto di popolarità lavorare al fianco di Raul Bova?

Quello sicuramente… la prima domanda che mi fanno è ‘com’è Raul Bova?’… rispondo sempre che è fantastico e basta! Ma mi fa piacere che me lo chiedano perché è una persona eccezionale.

Che cosa fai quando non reciti?

Sono un artista a 360 gradi. Ho sempre dipinto, suono con il mio gruppo i Long Island nei locali e faccio anche il mimo di strada, la mia seconda passione. A volte capita che mi riconoscano anche con il cerone in faccia.

Perché in tv si vedono sempre i soliti visi?

E’ una domanda che dovete fare ai piani alti (ride) penso che sia per la domanda che mi avete fatto sul bello o il tipo… oggi vanno di più i belli. Ma i belli non ci sono nella vita normale.

Hai dovuto prepararti fisicamente per interpretare qualche personaggio?

In ‘Come un delfino’ c’è stata una preparazione dal punto di vista del nuoto. Non nuotavo con la papera ma non riuscivo neppure a fare due vasche consecutive. Ho fatto 4 mesi di piscina massacranti, anche se fisicamente ero preparato perché ho fatto per anni il Karate.

Quanto ci metti a imparare un copione?

Con i copioni mi piace approcciarmi tranquillamente. Li leggo quando sono sereno, se non lo sono, preferisco aspettare una bella giornata di sole. Per imparare non c’è un periodo definito, è un fatto personale.

Cosa ti piace della tv?

La naturalezza delle storie, sono meno artificiose di quelle che ci sono al cinema.

Un programma che ti ha fatto addormentare?

Non seguo molto i programmi televisivi…

Sogni di diventare?

Non lo so… sono una persona che non pensa al futuro. Prendo quello che mi capita e cerco sempre di essere al massimo delle mie condizioni, poi se finirà il mondo con il 2012…

Perché, credi alla profezia dei Maya?

Non l’ho mai vista in maniera drastica, dico tanto per scherzare…

Allora sei un ottimista

Sono accerchiato da persone che mi fanno essere così. Se avessi intorno gente incazzata non ce la farei… la risata è la prima cosa. Magari hai perso tutti i provini, non ti va bene niente, ma se hai gente intorno che ride va bene lo stesso.

L’ultimo pensiero che hai prima di dormire?

Quando mi addormento non lo so, lo faccio nei momenti più strani. Non mi dico ‘ora vado a letto’, mi addormento e basta…

E il primo quando ti svegli?

Mi chiedo dove ero prima di addormentarmi (ride). Sogno molto, cerco di ricordare per giocare poi i numeri.

Vinci?

A volte sì, faccio sogni assurdi…

Sei ambizioso?

Mi accontento, basta che sto bene e mi diverto, almeno per ora, ho 23 anni!

Sei un attore…

In crescita, sono molto introverso. Dentro ho un magma che può esplodere. Sono anche un attore iperteso che fa tanti provini, quelli sono davvero all’ordine del giorno. Ma sarebbe bene che mi riconoscano come attore e non come siciliano, se no, non cambio mai personaggio.

Allora te lo auguriamo!

Grazie! Incrociamo le dita!

 


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