Elephant Man, Daniele Liotti si trasforma nell’uomo elefante

Arianna e Selena Mannella

Quanto conta essere sé stessi in una società attenta più all’esteriorità che alla persona, dove l’era dell’immagine ci dice che dobbiamo essere perfetti, vestire alla moda, possedere un bel fisico, avere un viso simmetrico. Conosciamo un ‘bello’ secondo i canoni di oggi che ha però deciso di abbandonare la propria esteriorità a favore dell’interpretazione. Lui è Daniele Liotti, quasi inutile presentarlo, ma se proprio dobbiamo farlo per amor di informazione, ricordiamo tra le sue interpretazioni più importanti per il piccolo schermo, “Il capo dei capi” e “L’inchiesta”,  sul grande schermo invece lo ricordiamo in ‘Sulla strada di casa’ un thriller on the road. Daniele è stato anche il protagonista de Il generale dei briganti, in cui ha interpretato il brigante Carmine Crocco. Daniele oggi dimostra di non temere le sfide e ha accettato di vestire in teatro i panni di un uomo deriso dalla società londinese di fine ottocento perché deforme a causa di una malattia e il confronto con la società poc’anzi descritta, pare non aver subito grandi evoluzioni. Liotti sarà dunque ‘l’uomo elefante’ in ‘Elephant Man’ per la regia di Giancarlo Marinelli, cult della cinematografia firmata David Lynch. Non è facile per l’attore riportare in vita Joseph Merrick, intepretato ai tempi da John Hurt, ma Daniele con il suo spettacolo ci ricorda che i ‘freak show’ sono tutt’ora attuali e ci insegna che tutti in fondo, vestiamo delle maschere ma che dobbiamo avere il coraggio di essere noi stessi per sentirci persone migliori.

Hai debuttato pochi giorni fa in teatro con ‘Elephant Man’ cosa hai provato?

“Più che emozione quando è ora di entrare in scena si prova qualcosa che è addirittura riduttivo definirla paura…”

Ti spiace indossare una maschera e non permettere che il pubblico ti veda in viso?Arianna e Selena Mannella

“Per interpretare questo personaggio l’aspetto esteriore è il lato meno importante e sapete… è stato un buon traguardo capirlo! Poi se l’ho scelto è perché volevo stare nascosto. Non avevo bisogno di mostrarmi in viso per far apprezzare il mio personaggio…”

Che cosa speri arrivi al pubblico?

“È uno spettacolo che se riusciamo a restituirlo al pubblico così come lo abbiamo pensato noi del cast e il regista, è un grande spettacolo. Lo spettatore è davanti ad un romanzo vero e proprio in cui si trattano argomenti come l’amicizia, l’amore, la rivelazione della scoperta.”

Cosa hai rispettato del personaggio portato sullo schermo da Lynch?

“Risultava difficile arrivare al pubblico con la staticità del personaggio creato da Lynch, pur apprezzandolo molto il suo Merrick si muoveva poco e in teatro c’è bisogno di dinamicità. Ci sono tante sfumature in più nello spettacolo che portiamo a teatro perché il contesto lo permette. Il cinema e il teatro sono due modi completamente diversi di esprimersi.”

Come riesci a tirar fuori la disperazione del protagonista?

“Devo attingere da me stesso, devo andare a scavare nel mio serbatoio delle incertezze, delle ansie, dei dubbi che fanno parte di Daniele.”

C’è una parte per la quale ti sei dovuto preparare fisicamente?

“Sì, quasi sempre in effetti… anche per ‘Elephant Man’, ho dolori ovunque per la difficoltà di imitarne la postura.”

Si parla sempre della bellezza legata alle donne, ma per un uomo conta essere bello?

“Penso sia abbastanza uniforme come discorso, non ci sono grandi differenze. C’è un po’ il tentativo di raggiungere la perfezione estetica e questo è omologante, è uno stereotiparsi della bellezza. È chiaro che chi ha la fortuna di avere un aspetto migliore, è più soddisfatto e avvantaggiato e chi non l’ha, tira fuori altro. Il lavoro che devi fare però è lo stesso. Comunque trovo assurdo e quasi una questione di razzismo fare distinzioni, nel lavoro di attore non è necessario l’aspetto ma le capacità.”

E in questo spettacolo lo hai dimostrato… Ti vedresti impersonare un super eroe come nel cinema americano?

“Ma magari lo potessi fare…”

Arianna e Selena MannellaDavvero?

“Lo vorrei fare sul serio!”

Vai al cinema?

“Vado molto al cinema, guardo di tutto dai film americani, italiani, francesi… se ho voglia di divertirmi guardo i film americani perché ti danno la possibilità di sognare anche se non  necessariamente con effetti speciali. Hanno la capacità di confezionare il prodotto in maniera completa per cui è impossibile non divertirsi. E se riesci a sognare e a riflettere è il massimo… il film ‘Quasi amici’ per esempio, mi ha divertito e fatto riflettere allo stesso tempo.”

Sei un tipo da pop corn?

“No… li frego a mio figlio (ride ndr.) lui prende la vasca grande… e anche se non li voglio, ho sempre la mano nel suo secchiello!”

Quale film avresti voluto fare?

“Un film che mi è piaciuto tantissimo… ‘Nel nome del padre’ di Daniel Day-Lewis…”

Quindi niente scene alla Tom Cruise…

“No, mi piace Lewis per la sua intensità. Ed è un po’ il mio obiettivo arrivare ad interpretare come fa lui, anche la sua capacità di scegliere ruoli sempre diversi mi affascina. Non risparmia mai una cellula quando è sul set.”

Hai mai usato delle controfigure?

“Mi piace fare da me… sono un po’ impavido ma a volte mi fermano i registi. Molte scene che dovrebbero fare gli stuntman, ho voluto farle io, per questo una volta ho preso un pugno in piena faccia e mi si è rotto il naso. Mancavano tre giorni alla fine delle riprese e ci siamo dovuti fermare per dieci a causa del gonfiore… poi con un po’ di trucco abbiamo cercato di nascondere la ferita.”

In quel caso ti sei pentito della tua irruenza?

“Quella scena andava fatta, anche se poi mi è rimasta la cicatrice… e poi c’è sempre un motivo se le cose accadono.”

Una cosa sciocca invece che hai fatto per amore?

“Ho rubato la macchina a mio padre per raggiungere la mia fidanzata che viveva al nord, rischiando perché ho guidato tutta la notte. Al mattino quando mio padre non ha visto la macchina, si è arrabbiato molto.”

Si usa ancora aprire le porte alle donne e pagare il conto?Arianna e Selena Mannella

“Sì, sono abbastanza attento. Mi piace prendermi cura della mia donna, farle sentire che ha un uomo al fianco. I ruoli sono importanti.”

Anche la donna allora deve avere certe attenzioni?

“La donna deve sapersi far desiderare, non dare niente per scontato, saper affascinare l’uomo… noi siamo un po’ così, soprattutto nelle storie lunghe, anche se ovviamente il rapporto non deve diventare un lavoro.”

Come ti piace la donna?

“Mi piace che sappia essere dolce e tenera… e che ti sappia tenere stretto.”

Dove ti vedremo dopo il teatro?

“In un progetto per Rai Uno. Ma non posso anticipare niente.”

Allora buon lavoro Daniele e in bocca al lupo!

“M* M* M*”

Potrete vedere Daniele al Teatro Ghione di Roma nel mese di febbraio 2013.

 daniele liotti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Un Commento:

  1. Pingback:Buon compleanno Blog | blog gemellemannella

Add Comment Register



Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

* Copy This Password *

* Type Or Paste Password Here *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Current day month ye@r *